mercoledì 20 giugno 2012

Ogni fiume dorme nel proprio letto - (carte estratte: 10 20 16 - tiraggio di Erika F.)



Quanto è allegro il fiume mentre scivola via nel suo letto, che ad ogni balzo si ripiega su se stesso come fosse un soffice impasto, ad ogni curva prende brio più vivo del solito, e quando si appresta alla caduta si fa tanto e piccino che lo potresti tenere in una mano: te ne basta una goccia del fiume.Ci avete mai fatto caso che l'acqua chiacchiera mentre si fa strada verso il mare? Mentre si infila tra le pietre floffeggia vocaboli se ci fate attenzione; ve lo potrebbe assicurare Edda, che anche se ha solo cinque anni, con quelle orecchiette lo ha sentito bene.
Edda si auto definiva una guerriera, perché una volta aveva preso una mosca al volo. Devo dir la verità, secondo me era successo così tutto per caso, ma vederla agitare la mano con tanta foga proprio quando ti raccontava l'impegno messo per acchiapparla a mezz'aria, dava una certa autorità alla sua versione.
Ma questa non è la storia di Edda, anche se la narro con una certa convinzione, ricordandomi che dovrei far ora ritorno a cose più importanti di una mosca: vi devo raccontare di questo fiume.
Dicevamo.
Il fiume, che benché fosse sempre in movimento stava tutto il giorno a letto, una bella sera nei pressi del decimo villaggio prima di arrivare alla foce, cadde addormentato. Così senza tanti se, né ma, né però... e si fermò.
Il primo che se ne accorse fu il mugnaio, perché la macina sembrò fare troppi capricci; ma anche le donne chine a lavare i panni ebbero i loro grattacapi, visto che la fase del risciacquo gli venne inibita; per non parlare poi di quel vecchio col setaccio, che invece di andare a cacciare la pesante vanga nella terra in cerca di tesori, si era dato ormai da tempo al pettinare il fiume.
Ne vennero altri richiamati da quello strano fenomeno del fiume addormentato, che fermo e pacioso, congelato in quella posizione pareva davvero rilassato.
E tutti giù a chiedersi perché e per come.
- Quel il fiume era sempre sembrato contento di scivolare verso il mare.
Edda tra tutti quelli, fu la meno esterrefatta, perché a far meravigliare un bambino ce ne vogliono di più belle, mica come questa di un fiume che si addormenta.
Non è normale che dopo tanto gioco si vada a nanna?
Non è corretto infilarsi sotto le coperte verso sera?
Ma a chi la volete raccontare voi grandi, il fiume dormiva perché era stanco.
- Chiamate il sindaco che saprà trovare una soluzione!
Qualcuno gridò tra quelle persone, e il sindaco non si attardò ad arrivare; constatò la situazione di "sta proprio fermo" e chiamò le guardie per farlo pungolare dalle lance; ma il fiume niente, e per tutta risposta si girò dall'altra parte, continuando a dormire della grossa.
Poi di nuovo:
- Chiamate il prete! Che se deve tirar le cuoia, almeno gli si dia l'estrema unzione.
E quando anche il prete fu lì, si constatò che non era necessario il sacramento: il fiume cominciò a russare.
Che russasse lo si intuiva dal gorgoglio ritmato delle bolle, che qua e là cominciarono a scoppiettare.
- Qui va a finire che mentre quello dorme, siamo noi che rimaniamo ritti tutta notte.
E il solito da dietro gridò:
- La banda del paese!
- Come?
- Chiamate la banda del paese, che quando io voglio dormire, loro se ne vanno in giro a far canzoni… e non si dorme… più.
- Bravo!
Applausi.
E tra fiati, corde e tamburi, si cominciò a far tutto il repertorio delle processioni.
Niente da fare, non lo volevano capire che non si fa così per risvegliare un fiume addormentato?
Edda che guardava la sua mano guerriera, fece un passo in avanti guadagnandosi la prima fila da buon soldato, e stringendo il palmo a cono disse agli altri:
- Dovete fare così!
Appoggiò le labbra a quell'improvvisata trombetta e soffiò dentro una ninna nanna all'incontrario.
Nei pressi dei suoi piedini, l'acqua prese il solito brio prima di ricadere di nuovo nel sonno.
- La piccola guerriera ha ragione! Serve una ninna nanna all'incontrario, ma il fiume è così vasto che servirà qualcosa di più di una sola mano.
Edda la grande guerriera, col dito indicò senza esitare verso il paese e a tutti fu chiaro il da farsi, perchè se una sola mano aveva potuto prendere una mosca al volo, tutte quelle centinaia avrebbero portato lì la tromba più grande: la torre della chiesa.
Come strumento si difendeva bene, con i suoi dieci metri di altezza, segata alla base e fatto un foro sulla punta del campanile, fu pronta ad amplificare la voce armonica di tutti quanti.
E la "annin" e la "annan" funzionarono entrambe per benino, tanto che all'alba - anche se a voi potrebbe parer normale - in tutta la valle risuonò quel canto.
Ora puoi andare verso il mare, il mulino può macinare, ci possiamo anche lavare e trovare tesori, possiamo ascoltare le parole tra le pietre, stare sotto alla cascata a prender al volo quella sola goccia che vogliamo prendere.
E da quel giorno il valore di Edda fu finalmente preso in considerazione, senza che si dovette sforzare neanche più di tanto a dar autorità alla propria versione.

Nessun commento:

Posta un commento